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BCG | Most Attractive Companies 2026

La classifica Most Attractive Companies Italia 2026 nasce da un’analisi indipendente che combina dati qualitativi e quantitativi raccolti dalla community Joinrs con altri parametri di employer attractiveness. Il risultato è un ritratto delle aziende che, per reputazione, cultura, opportunità di crescita e capacità di attrarre la Gen Z, rappresentano i datori di lavoro più desiderati del prossimo futuro.

In questo spazio raccogliamo le interviste e i racconti diretti delle aziende premiate, per capire cosa le rende così attrattive agli occhi delle nuove generazioni.

                    Crescere, lavorare e stare bene   

Essere riconosciuti tra le Most Attractive Companies 2026 è una conferma importante: significa che le nuove generazioni vedono in BCG un luogo dove crescere, sentirsi ascoltate e avere un impatto reale. Crediamo che l’attrattività nasca da una cultura autentica, fatta di persone, sfide stimolanti e del valore di ciò che si costruisce insieme ogni giorno.
1) Cosa rende oggi BCG una realtà attrattiva per chi sta valutando una nuova opportunità professionale?

BCG è attrattiva perché ti mette subito alla prova su sfide reali, con un impatto concreto sul business e sulla società. Non si entra per “osservare”: si entra per fare, imparare velocemente e crescere.

Allo stesso tempo, BCG è un ambiente che investe davvero nelle persone: formazione continua, feedback costanti, mentoring e attenzione al benessere. È un contesto molto stimolante, ma anche umano, in cui puoi costruire una carriera solida senza rinunciare ai tuoi valori e alla tua identità.

2) Quali sono i profili che vengono inseriti più spesso e quali competenze risultano oggi maggiormente strategiche per BCG?

Cerchiamo profili diversi per background ed esperienze, ma con alcune caratteristiche comuni: curiosità, pensiero critico e voglia di mettersi in gioco.

Oggi sono fondamentali:

  • capacità di analizzare problemi complessi,
  • saper lavorare in team,
  • comunicare in modo chiaro,
  • adattarsi rapidamente al cambiamento.

Le competenze legate a data, AI, tecnologia e sostenibilità sono sempre più rilevanti, ma ciò che conta davvero è la learning agility: la capacità di apprendere rapidamente, di combinare competenze tecniche con una visione di business e di costruire relazioni efficaci.

3) Che tipo di cultura e di ambiente trovano i giovani che oggi entrano in BCG?

Chi entra in BCG trova un ambiente internazionale, collaborativo e fortemente orientato alla crescita. È una cultura con standard elevati, ma in cui il confronto è aperto e le opinioni contano, indipendentemente dal ruolo o dall’anzianità.

Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto sull'inclusione, sul benessere e sulla flessibilità, creando spazi in cui le persone possano esprimersi, fare domande, sbagliare e imparare. Si cresce velocemente, ma sempre con il supporto del team: nessuno resta solo.

4) In che modo BCG accompagna i giovani talenti nei primi anni di carriera, dal punto di vista della crescita professionale e dello sviluppo delle competenze?

In BCG, i primi anni sono considerati un vero acceleratore di crescita. Si impara lavorando su progetti reali, con feedback continui e momenti strutturati di formazione. Ogni persona ha buddy e career advisor che aiutano a orientarsi, fare scelte consapevoli, ricevere feedback continui e crescere nel tempo. L’obiettivo non è solo diventare bravi consulenti, ma sviluppare competenze solide e spendibili in contesti diversi nel corso della carriera.

5) C’è un progetto o una novità in arrivo nel 2026 che ti sta particolarmente a cuore e che ti piacerebbe raccontare?

Nel 2026 lanceremo la prima edizione di Horizon, un programma a impatto sociale pensato per giovani che hanno incontrato barriere nel loro percorso di studio e/o nel mondo del lavoro — economiche, culturali, legate alla disabilità o al background familiare.

Horizon non è un programma di recruiting: è un progetto di empowerment che offre formazione, mentoring e orientamento per aiutare i partecipanti a costruire competenze, fiducia e consapevolezza, e a entrare nel mondo del lavoro con più strumenti e possibilità.

Per noi è un modo concreto per rendere l’inclusione qualcosa di reale, non solo un messaggio, e per contribuire attivamente a un ecosistema del lavoro più equo e accessibile.